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Anamnesi, Esame Obiettivo, Diagnosi e Cura

Il titolo riporta i passi che un medico deve effettuare per cercare di guarire un malato.

 

 

Nella speranza che i medici non se ne abbiano a male, potremmo riassumere così il significato dei passaggi:

 

Anamnesi Studiare la Storia pregressa e recente del paziente
Esame Obiettivo Ottenere delle informazioni oggettive (dati ed informazioni rilevate direttamente o tramite il supporto di attrezzature e macchinari, che riducano al minimo ‘le interpretazioni’ del Paziente e del Curante.)
Diagnosi Sulla base dell’Anamnesi e dell’Esame obiettivo, il medico, – utilizzando le sue competenze tecnico scientifiche – effettua una diagnosi. Individua quale è il malanno che deve curare (con probabilità più o meno alta, in funzione della problematica del malanno che si trova ad analizzare )
Cura A questo punto non gli resta che Prescrivere la cura

                Se la cura sarà seguita correttamente, se ne valuteranno gli effetti e si procederà a successive ‘messe a punto’ al fine di raggiungere la guarigione.

                Facendo un ‘salto logico’ (?), potremmo chiederci: ma se per guarire una persona si segue una questa strada, come è possibile che milioni di persone ,

  • Senza effettuare Anamnesi;
  • Senza analizzare dati né avere possibilità di poter effettuare direttamente esami diagnostici;
  • Senza avere alcuna esperienza riguardo il problema da analizzare;
  • Con estrema facilità individuano malanni, cioè problemi socio-economico-politici con estrema certezza e precizione;
  • E di conseguenza decidono cosa fare (la Cura) per risolvere il problema?

Qualcuno dirà, ma non possiamo essere un popolo di ‘medici’ di scienziati…

                Allora cerco di chiarire.

Non credo sia necessario un popolo di medici per comprendere i malanni della nostra società e cercare di trovare le opportune cure. Forse utilizzando un po’ di Umiltà e di metodologia potrebbe aiutare molto.

    Affinchè ciò accada, probabilmente andrebbe aggiunto  all’insegnamento scolastico, qualcosa che consenta di trasferire ai futuri cittadini metodologie, tipo quella illustrata, abituandoli ad utilizzarle correntemente.

        La metodologia, aiuterebbe anche ad evidenziare le deficienze di conoscenza ed esperienza, e quindi potrebbe essere importante per elevare la qualità di giudizio e di proposta.

            Con molta probabilità, parallelamente al miglioramento di un processo di analisi e confronto  si produrrebbe un innalzamento della quantità di partecipazione dei cittadini al miglioramento della vita sociale.

                D’altra parte il metodo, come sappiamo dalla storia, è ciò che ha consentito significativi progressi all’Umanità.

Se i progressi finora sono stati soprattutto in campo scientifico, non è detto che, con adeguati adattamenti, non possano ottenersi anche in campo sociale.

                A questo punto, anche chi è d’accordo con il ragionamento potrebbe dire “si va bene, però chissà CHI, SE e QUANDO comincerà, e quindi, chissà quando si avranno effetti pratici sul sociale.

          

A mio avviso, l’elemento dirompente di questa logica e ragionamento potrebbe essere rappresentato dai GIOVANI,
…O NO?
 

 

Il Ruolo dei Giovani

               I Giovani, tanto più istruiti sono, tanto più dovrebbero, anche in maniera autonoma, acquisire, ma soprattutto, Utilizzare, metodi di analisi che consentano loro di poter comprendere al meglio :

    • la situazione del contesto, locale e globale  (l’Anamnesi);
    • la loro situazione in maniera oggettiva;
    • quale sia il vero problema (il malanno);;

e quindi

    • non solo indicare, bensì avviare la ‘cura’.

 Gli ultimi due punti, in particolare necessitano di adeguate dosi di esperienza, che tuttavia, è proprio la cosa che si acquisisce Facendo (!)  e non continuando a studiare.

 

Supporto GLOCALitaly

                  Per quanto riguarda la scarsità di esperienza, questa potrebbe subire un’accelerazione mediante uno scambio strutturato e sistematico di idee con coetanei. Certo questo potrà avvenire  mettendo da parte la forte componente individualista che caratterizza le giovani generazioni…

                Uno degli ostacoli endogeni alla manifestazione delle enormi potenzialità dei giovani d’oggi è costituita dall’elevato tasso egocentrismo che ostacola la capacità di comunicazione e collaborazione ancora fortemente necessaria in ambito sociale e lavorativo.
A ciò essi non sono mai stati allenati né a scuola né in famiglia ed anche nell’ambito di giochi di squadra come il calcio vengono spinti a privilegiare le ‘capacità’ singole piuttosto che quelle di squadra, danneggiando così se stessi assieme al team con cui giocano.

               Nell’ambito del processo di #MiglioraMondo GLOCALitaly resta disponibile a supportare iniziative che aiutano a riscoprire  il valore del Fare Assieme e di moltissime altre Soft Skills.
          Aiutando a conoscere ed utilizzare metodi e comportamenti che portano vantaggi reali a chi li conosce e sa utilizzare.

            Quindi sollecitiamo ancora una volta, i Giovani interessati a saperne di più e ad avviare specifiche azioni operative, a contattarci e conoscerci personalmente per avviare opportune attività di collaborazione per la costruzione di un Futuro migliore.

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